
Sinossi
Alla corte imperiale giapponese vive una giovane donna di una bellezza straordinaria, Kiritsubo, entrata a corte dopo la morte del padre Consigliere. Contro tutte le aspettative di rango della corte, l’Imperatore se ne innamora perdutamente, scalzando se non ufficialmente, in maniera abbastanza esplicita il ruolo di favorita della Dama Kokiden, madre del Principe ereditario. Dall’unione nasce Genji, un bambino ritenuto di fattezze di rara bellezza. Tuttavia il clima della corte completamente ostile a Kiritsubo e al suo rango scatenano in lei un male di vivere che la porta rapidamente alla morte. L’Imperatore distrutto dal dolore decide che è opportuno lasciare il bambino alle cure della nonna materna, fino a che qualche anno dopo non ritiene opportuno che il giovane principe ritorni a corte, dove viene riconosciuto per la sua bellezza da tutti i dignitari.
L’Imperatore ancora legato alla memoria di Kiritsubo, continua a soffrire della sua perdita, fintanto che non gli viene introdotta la figlia dell’Imperatore precedente, Fujitsubo, straordinariamente somigliante a Kiritsubo. Genji ne è particolarmente attratto, dato che non ricorda la madre e che tutti non fanno altro che confrontare le due donne.
Durante la visita di un indovino coreano, egli indica come solo futuro di Genji la via imperiale, ammonendo però che “disordini e dolore accompagnerebbero il suo regno”.
Alla cerimonia di passaggio all’età adulta di Genji viene combinato il fidanzamento con la giovane Aoi. Mentre la giovane donna, più matura di Genji di quattro anni, nutre forte imbarazzo per l’unione, il principe in realtà è infelice al pensiero che Fujitsubo sia fuori dalla sua portata.
Commento
Così inizia il Genji monogatari, la storia di Hikaru Genji, lo Splendente. E’ come immergersi in un altro mondo, di poesia e delicati gesti, di dame e imperatori, di una corte sfarzosa e raffinata che al contempo sa essere crudele e spietata.
Dalla breve storia di Kiritsubo veniamo a conoscenza dei meccanismi della corte che appaiono così moderni e non remoti quali sono. E’ incredibile pensare che il testo sia stato scritto un millennio fa. Due sono gli elementi che mi hanno colpito di più in assoluto: 1) la poesia in prosa del testo, 2) i sentimenti descritti. Sul secondo punto mi fermo un attimo. Mi ha stupito soprattutto il fatto che l’Imperatore si strugga in pianti sfrenati e che non lo si consideri poco virile. E’ il contrario della sovrastruttura occidentale, in cui l’uomo che dimostra i propri sentimenti è debole. E’ meraviglioso pensare come la società giapponese dell’epoca Heian fosse così moderna anche in questo.
Per il resto gli elementi sono quasi classici, se non fosse che questo testo è precedente a qualsiasi classico: abbiamo la Dama arcigna, il giovane principe e le donne che ruotano intorno a lui. Il fatto che Genji sia innamorato della promessa sposa di suo padre e che egli sia costretto a sposare un’altra donna preannuncia un dramma che sono curioso di seguire nei suoi sviluppi.
Citazioni
“le cose reali nell’ombra non sembrano più reali dei sogni” p.12
“anche chi vaga nella tenebra dei suoi neri pensieri trae dal conversare un momentaneo raggio che guidi i suoi passi” p.14
“forse era scritto ch’io cedessi senza lotta contro il Mio volore e il Mio giudizio a una passione sfrenata e veemente di quelle che toccano a chi è destinato a un’imminente separazione” p.15